Chi può allenarsi con il programma Spinning®

In molti si chiedono se lo Spinning® sia un allenamento adatto a tutti. La risposta è non proprio. Vediamo insieme chi può praticarlo senza problemi, chi deve adottare qualche accorgimento e chi invece deve astenersi totalmente.

Importante, tutte le considerazioni che seguono sono fatte sulla base di una valutazione generica, prima di intraprendere l’attività è sempre e comunque necessario esaminare approfonditamente la situazione specifica del soggetto sia con il personal trainer che con il proprio medico.

Età minima per praticare l’allenamento Spinning®

In realtà non esiste una regola che fissi un’età minima specifica per praticare lo Spinning®. La valutazione viene effettuata dall’istruttore tenendo conto di tre essenziali fattori: Il soggetto deve poter pedalare comodamente ed in posizione corretta sulla bike senza tenere posture innaturali (sotto un certo limite di altezza e lunghezza delle braccia la bike risulterebbe troppo grande); La resistenza e l’intensità dell’esercizio devono tener conto dell’età del soggetto; Quando si tratta di ragazzi è importante verificare il loro grado di responsabilità e di comprensione di tutte le norme di sicurezza che vanno rispettate per allenarsi senza pensieri.

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Età massima per praticare l’allenamento Spinning®

Anche qui non ci sono limiti imposti, ma molto dipende dal quadro clinico generale del soggetto, dai suoi trascorsi a livello sportivo e dalla sua capacità (con l’aiuto dell’istruttore) di gestirsi e non esagerare chiedendo al suo corpo più del lecito. Più in generale diciamo che fino ad un’età di 60 anni possono iniziare a praticare lo Spinning®, anche i soggetti che non praticavano sport regolarmente. Oltre tale soglia di età è possibile iniziare, ma con un piano di allenamento a sforzo ridotto e adottando tutte le cautele del caso.

Soggetti che svolgono altre pratiche sportive

Fare Spinning® significa fare un allenamento cardiovascolare ad intensità medio alta. E’ dunque possibile integrarlo nei piani di allenamento degli sportivi che praticano anche altre discipline (calcio, atletica, corsa, altro). È bene avvalersi della consulenza del proprio istruttore per valutare insieme la consistenza dei carichi di lavoro ed evitare fenomeni di sovrallenamento.

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Soggetti che non praticano nessun tipo di sport

Anche come pratica sportiva a se stante lo Spinning® è in grado di garantire ottimi risultati. In base al quadro complessivo del soggetto potrebbe essere consigliata l’integrazione con sedute di allenamento in sala pesi e/o altre tipologie di esercizi per far si di raggiungere gli obiettivi prestabiliti in maniera più facile e veloce.

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Soggetti con uno stile di vita molto sedentario

Quando si conduce uno stile di vita particolarmente sedentario, potrebbe essere difficile approcciare direttamente un allenamento ad intensità medio-alta. La difficoltà maggiore consiste nell’imparare a dosare lo sforzo e a valutare le sensazioni che il corpo trasmette. Un periodo di “avvicinamento” allo sport di qualche settimana (con allenamenti aerobici leggeri), prima di montare in sella alla Bike potrebbe fare la differenza, avviando il soggetto ad un allenamento più consapevole e proficuo.

Soggetti obesi o sovrappeso

Prima di intraprendere l’allenamento è opportuno verificare la presenza di patologie generalmente collegate all’eccessivo peso: problemi articolari, cardiaci e respiratori. Se questa prima analisi non restituisce risultati preoccupanti si può procedere con l’allenamento, a patto però di applicare una resistenza moderata ed evitare andature che porterebbero il cuore a livelli di pulsazioni elevate per tempi prolungati. Detto questo un soggetto sovrappeso può praticare spinning bruciando un elevato numero di calorie ed in tutta sicurezza perché le bike sono solide e progettate per soggetti fino a circa 130 kg.

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Soggetti con patologie cardiache e vascolari

Come ogni attività di questo genere, la pedalata è un toccasana a livello di prevenzione di malattie del sistema cardiovascolare. Quando le patologie sono già presenti però occorre molta cautela, fare spinning può essere molto gravoso per il cuore, in base alle problematiche specifiche è bene concordare con il trainer e con il medico se è possibile intraprendere un allenamento a “sforzo ridotto” sotta la soglia limite, o se è più prudente dirigersi verso altre tipologie di esercizi meno intensi. Per quanto riguarda il sistema venoso e arterioso invece è bene tener presente che è meglio evitare di pedalare subito dopo un intervento flebologico o nel corso di un ciclo di terapia conservativa, per il maggior flusso ematico prodotto, di sicura interferenza con i risultati previsti e con il necessario assestamento vascolare circostante. Più in generale in caso di vene varicose è sempre consigliabile pedalare utilizzando le apposite calze elastiche.

Soggetti con problematiche vertebrali o problemi di schiena in generale

Lo Spinning è più “gentile” sulla schiena rispetto al ciclismo su strada, grazie ad una postura con angoli di piega meno accentuati (non c’è bisogno di essere aerodinamici). Per tutelare la schiena, soprattutto in presenza di patologie quali ernia discale e simili, è necessario prestare la massima attenzione in tutte le andature in piedi e nelle fasi di jumping. Anche qui ogni caso va valutato nello specifico, generalmente la maggior parte dei soggetti con problematiche di schiena possono praticare in sicurezza questo allenamento sotto l’attenta osservazione dell’istruttore. Solo in particolari casi il buon senso e la cautela suggeriscono di astenersi. Una buona pratica potrebbe essere far seguire alla sessione di pedalata una serie di esercizi di “scarico” per la schiena.

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Soggetti diabetici e ipertesi

La pratica dello Spinning® (come di altre attività fisiche) programmata attentamente con l’istruttore e con il medico, migliora il compenso glicemico riducendo l’utilizzo di farmaci ed insulina. Indicata per il diabete di tipo 1 e 2, grazie alle sue peculiarità di allenamento aerobico con brevi occasionali momenti in soglia anaerobica.

L’attività fisica riduce sensibilmente i livelli della pressione arteriosa e del 50% i rischi di danni vascolari celebrali e cardiaci che una pressione elevata può provocare. L’effetto di tale riduzione si protrae fino a 14 ore dopo ogni singola seduta di allenamento.

Soggetti in gravidanza

Lo Spinning® può essere praticato generalmente nei primi mesi di gravidanza (fino al 4° in genere), solo se il soggetto già lo praticava in precedenza. Si sconsiglia di intraprendere questo allenamento per la prima volta in un periodo così delicato. In ogni caso è bene settare la bike con il manubrio in una posizione più elevata, evitare gli sforzi elevati (superiori alla soglia lattacida) e sospendere immediatamente gli allenamenti qualora subentrino problemi di qualsiasi natura nella gravidanza. Nel periodo post parto è possibile pedalare ma ad un ritmo ridotto e sempre sotto la soglia di produzione di acido lattico per evitare di interferire nell’allattamento.

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Soggetti con problemi articolari

La bike di Spinning® è uno strumento progettato in modo da garantire (con un suo corretto settaggio) un allineamento perfetto delle articolazioni (anca ginocchio e caviglia) per evitare di sollecitarle in maniera anomala e pericolosa. Inoltre se è vero che l’assenza di oscillazioni laterali della bike (tipiche di una bici vera), rappresenta un “limite” è altrettanto vero che l’assenza di sollecitazioni e colpi provenienti dal fondo stradale riduce traumi ad articolazioni muscolatura ed ossa. Salvo casistiche particolari da valutare singolarmente pedalare (in maniera corretta) con lo Spinning® non è solo sicuro per le articolazioni ma addirittura indicato e salutare, per esempio nel recupero post intervento al ginocchio etc. Molti dei problemi articolari causati dallo Spinning® in realtà sono problemi di errata postura e andature scorrette di chi lo pratica.

Soggetti con ginocchio valgo e varo

Non ci sono episodi che collegano la pratica dello Spinning® a questa particolare problematica del ginocchio. Pedalare non migliora ne peggiora queste due fattispecie, potrebbe interferire con le stesse solo in fase di sviluppo osseo. In genere lo Spinning® viene praticato da soggetti in età in cui lo sviluppo del ginocchio è pressochè terminato.

Soggetti con epicondilite laterale (o gomito del tennista)

Lo Spinning® è considerato sicuro per le articolazioni delle braccia e della parte superiore del corpo, il carico durante l’esercizio è ripartito maggiormente sugli arti inferiori. Alla parte superiore del corpo è demandata invece un’azione “stabilizzatrice” che non sollecita in maniera anomala le articolazioni. Questo a patto ovviamente di mantenere una postura corretta ed evitare movimenti palesemente pericolosi e vietati.

Soggetti con disabilità

Molto dipende dal tipo e dal grado di disabilità del soggetto, alcuni protocolli di sicurezza (come quello del freno di emergenza) sono studiati per essere utilizzati da persone con disabilità (per esempio non vedenti). Più in generale l’istruttore valuta se il soggetto ha la possibilità di svolgere le sedute di allenamento in maniera sicura e proficua per la sua forma fisica. Solo in caso di esito positivo inizia un percorso di avvicinamento e di formazione del soggetto alla pratica di questo sport.

Altri soggetti

In questo testo abbiamo riportato le principali domande che vengono poste agli istruttori dai soggetti interessati all’allenamento Spinning®. Se vuoi conoscere la compatibilità di questa pratica sportiva con fattispecie e situazioni diverse da quelle elencate, puoi usare il box dei commenti a fondo pagina o puoi contattarmi cliccando qui. Sarò felice di rispondere e pubblicare il tuo quesito su questa pagina.

 Rientri in una delle categorie idonee? E’ arrivato il momento di provare di persona…  

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